Se il motore gira più lentamente del solito quando avvii, se senti dei clic invece dell'accensione, o se i problemi si presentano soprattutto nelle mattine fredde, la batteria d'avviamento è il primo sospettato. Non è però una prova definitiva: anche un alternatore che non ricarica o un assorbimento anomalo danno gli stessi sintomi. Ecco come leggere i segnali.
I segnali di una batteria che si sta indebolendo
- Il motore gira più lentamente e con più fatica prima di partire.
- Girando la chiave senti solo una serie di clic rapidi, ma il motore non parte.
- Gli avviamenti diventano incostanti: a volte parte subito, a volte no.
- Durante l'avviamento luci e strumentazione si affievoliscono o il display si riavvia.
- Lo start-stop smette di spegnere il motore ai semafori, senza altre spiegazioni.
- Compare la spia della batteria o un messaggio sul sistema di bordo, dove previsto.
- Hai già avuto bisogno dei cavi, oppure la batteria si scarica di nuovo dopo pochi giorni di sosta.
Attenzione a un punto: questi sintomi dicono che manca energia, non necessariamente che la batteria sia da buttare. Un alternatore che ricarica poco, un morsetto ossidato o un dispositivo che continua ad assorbire corrente ad auto spenta producono lo stesso quadro. Per questo un test sotto carico in officina vale più di qualsiasi impressione: misura quanta corrente la batteria riesce davvero a erogare, non solo la tensione.
Perché i problemi arrivano quasi sempre con il freddo
Il freddo agisce da due lati contemporaneamente. Dentro la batteria le reazioni chimiche rallentano e la corrente disponibile cala; nel frattempo l'olio motore è più denso e il motore oppone più resistenza, quindi l'avviamento richiede più energia proprio quando ce n'è meno.
Il freddo raramente rovina una batteria sana da un giorno all'altro: la mette alla prova. Una batteria che d'estate sembrava accettabile può non farcela alla prima mattina sotto zero. Non è il gelo ad aver creato il problema, l'ha soltanto reso visibile.
Tre cose che in officina si imparano presto
- Luci perfette non significano batteria sana. Una batteria può accendere fari, radio e cruscotto in modo del tutto normale ed essere comunque troppo debole per avviare il motore. Il motorino di avviamento chiede per pochi secondi una corrente decine di volte superiore a quella degli accessori: è lì che una batteria stanca cede.
- I tragitti brevi sono più impegnativi di quanto sembri. L'energia spesa per un avviamento viene restituita dall'alternatore solo dopo diversi minuti di marcia. Con percorsi da cinque o dieci minuti il bilancio resta spesso in negativo e la batteria si impoverisce lentamente, anche se l'auto viene usata tutti i giorni.
- Su molte auto recenti la batteria va anche registrata. Diversi modelli montano batterie AGM o EFB e un sistema che gestisce la ricarica in base allo stato della batteria. In questi casi serve il tipo corretto e, su parecchie vetture, la registrazione della batteria nuova nella centralina: senza quel passaggio la ricarica resta calibrata sulla vecchia e la nuova dura meno di quanto potrebbe.
« Buono a sapersi: una batteria d'avviamento dura in media quattro o cinque anni, con differenze legate all'uso e al clima. Se la tua ha superato quell'età e l'avviamento è diventato meno pronto, conviene farla testare prima dell'inverno, non durante. »
Quando conviene un controllo
Un test della batteria e dell'impianto di ricarica richiede pochi minuti e dice tre cose: se la batteria è ancora in grado di erogare la corrente prevista, se l'alternatore ricarica correttamente e se c'è un assorbimento anomalo. È la differenza tra sostituire un pezzo perché serve e sostituirlo per esclusione. Se l'avviamento è già diventato incerto, meglio non aspettare la prima mattina a meno cinque.

